L’annullo lineare italiano “DA ALESSANDRIA D’EGITTO”: dall’ufficio ambulante della linea ferroviaria Torino-Susa all’ufficio postale di Ancona.

di Antonello Fumu

L’Egitto nell’ottocento, pur formalmente facente parte dell’Impero Ottomano, ne era di fatto praticamente indipendente avendo il governatore dell’epoca, Mohamed Ali Pasha, ottenuto dalla Sublime Porta una pressoché completa autonomia con il riconoscimento del titolo, per se ed i suoi eredi, di vice re (Khedivè).

Fu quello un periodo di grande espansione per la quale fu determinante la politica di buon vicinato nell’ambito del Mediterraneo, l’aumento dei traffici dovuti all’avvento della navigazione a vapore e, soprattutto, la scelta di Suez, ancor prima dell’apertura del canale, quale porto di riferimento per i traffici con le Indie orientali.

Questo favorevole contesto favorì l’insediamento di una numerosa colonia straniera, circa 60.000, di cui un quarto italiani con un ulteriore aumento delle attività commerciali che indussero, nel ventennio 1837/57 le maggiori potenze europee, anche per la circostanza che, in quel periodo, L’Egitto non aveva stipulato alcuna convenzione postale con altre nazioni, ad aprire propri uffici postali, di norma, presso i rispettivi consolati in “Place des Consuls”, ad Alessandria d’Egitto e precisamente: la Francia nel 1837,
l’Austria nel 1838, l’Inghilterra nel 1839, la Grecia nel 1843, la Russia nel 1857. L’Egitto disponeva, invece, di un ottimo servizio di Posta interna denominato in italiano “Posta Europea”.