di Federico Borromeo d’Adda

I documenti, diversissimi, che qui accosto, legati, come vedremo, da un filo sottile, sono una lettera con un timbro in negativo posto in arrivo, spedita dagli Stati Uniti verso Haiti, nel 1845, e un’altra, quasi coeva, spedita proprio da Haiti, senza segni di posta locali.

Premetto un breve cenno sulla situazione del paese caraibico. Dopo la definitiva cacciata degli Europei, ad opera degli ex-schiavi liberati, nel 1804, il paese cadde nell’anarchia più totale, e quella che era stata una delle colonie più prospere e più ricche delle Indie Occidentali divenne luogo di scontri fra opposte fazioni.

Ne conseguì il quasi completo sfacelo delle istituzioni governative, compresa la posta. E pensare che, alla fine del ‘700, quando l’organizzazione postale francese era al suo apice, operavano ad Haiti ben 55 uffici postali!

Dopo l’indipendenza pochissimi Europei frequentavano il paese, ormai totalmente isolato dal resto del mondo.

Per quanto riguarda la posta per l’interno vi furono svariati sporadici tentativi di riorganizzazione, spesso naufragati nel caos. In realtà si ha notizia che fra il 1804 e il 1808 esisteva un servizio privato gestito dai militari. Un regolamento postale fu emanato dal presidente Pétion nel dicembre del 1808 che prevedeva anche due tariffe, entrambe di 2 ‘Escalines’, la moneta allora in circolazione, su due sole tratte, da Port-au-Prince a Cayes e da Port-au-Prince a Jérémie. Una nuova legge postale fu emanata nel marzo 1819 da Boyer sotto il controlo di un direttore generale, con quattro tratte, che sempre da Port-au-Prince lo collegavano con Léogane, Grand-Goâve, Jacmel e Petit-Goâve.

Nel 1826, fu emanata una nuova tariffa in centesimi, ma il servizio totalmente disorganizzato, fu posto nuovamente sotto il controllo dei militari, che non fecero di meglio.