di Anthony Virvilis

Nell’estate del 1884 scoppiò un’epidemia di colera a seguito di errori commessi dalle autorità sanitarie britanniche ad Alessandria l’anno precedente. L’epidemia, apparsa prima a Tolone e poi a Marsiglia, si diffuse in tutta Italia, con Napoli come zona particolarmente colpita.

Le misure prese ogni volta dal governo greco per evitare le malattie infettive del colera e della peste in Grecia erano gravi, come furono anche in questo caso.
Il 14 giugno, il dott. Michael Papadopoulos fu nominato geometra delle stazioni sanitarie e dei lazzaretti (Gazzetta ufficiale [GGI] n. 252 / 20.6.1884). Ad eccezione dei lazzaretti permanenti del Pireo, noti come Cantharos (fig. 1 e 2), il 12 giugno fu istituito un lazzaretto temporanee a Delos (GGI n. 241 / 12.6.1844) con personale in luglio composto da 10 guardiani temporanei e alla fine di agosto con altri 5), a Corfù (fig. 3) sull’isolotto di San Demetrio a Gouvia, dove il 30 giugno fu nominato Eugene Pagiatis e il 28 luglio un assistente deodorante), a Vido (GGI n. 311 / 1.8.1884) con personale nominato lo stesso giorno, a San Giorgio di Salamina e infine il 25 luglio sugli isolotti di Trizonia, nel Golfo di Corinto (GGI n. 302 / 25.7.1884, fig. 4).

Lo stesso giorno vennero messe in vigore le disposizioni per la disinfezione di tutti gli arrivi dalla penisola italiana nei lazzaretti di Delos e di Corfù.