di David Feldman

I lettori di questo articolo, almeno alcuni di loro, possono conoscere la mia azienda e le sue aste internazionali nel mondo filatelico negli ultimi 50 anni. È difficile, se non impossibile, che guidare tali operazioni possa lasciarne uno senza impressioni di vita profonda, sopra tutto per tutti quei francobolli rari ed documenti che le sono passati tra le mani, tutte le persone che li collezionavano e tutte le avventure insolite e affascinanti vissute durante questo viaggio mi hanno lasciato il segno.

Sono nato in Irlanda, dove c’è un proverbio nazionale semplice ma profondamente profetico che dice: “quando lavori con la vernice fresca, è sicuro che sporcherai i tuoi vestiti”. Non avrei potuto quindi evitare di diventare io stesso da commerciante anche un collezionista.

La scelta di come e cosa raccogliere era una questione seria. Ho avuto così tante esperienze piacevoli e interessanti e progetti che coinvolgevano la filatelia di tanti paesi diversi che sono diventati negli anni quello che viene chiamato “un maestro di tanti mestieri ma padrone di nessuno di questi”. Ne sapevo un pò di tutto ma non molto su un argomento specifico o specializzato (con poche eccezioni) ed il piacere quindi per il mio collezionismo sarebbe stato sicuramente il riflesso di questa esperienza personale: un titolo soggetto o tema che mi avrebbe portato in giro per il mondo toccando molti paesi.

Il fascino è sempre stato per la filatelia classica, quindi doveva essere limitato a questo, settore e quindi focalizzato sui primi francobolli non dentellati. Poteva essere solo dedicato ad una meta o forse esclusivamente a rotte e tariffe con un orientamento storico postale, ma mi piacevano entrambe le cose. Non dovevo anche dimenticare l’estetica: sono sempre stato colpito dal “look” o dall’aspetto e dalle sensazioni che le immagini provocano; in questi tempi moderni, di così tanto marketing e promozioni, da essere attratto, persino sedotto, da ciò che appariva ai miei occhi.