di Lorenzo Carra

Le lettere insolite e strane emanano un grande fascino ed hanno sempre destato la mia curiosità. Come potevo resistere a questa completa anche di un lungo testo all’interno della busta?

Senza preamboli, ve la mostro subito, cominciando dal contenuto. Anche voi ne sarete conquistati. Inizio quindi dal testo della lettera. Scritta in caratteri cirillici, in un russo arcaico, poco comprensibile, quasi dialettale, ha dato molto filo da torcere a Maria Adelaide Lala Comneno ed ad una sua amica, professoressa all’università di Mosca, alle quali vanno i miei sentiti ringraziamenti per la traduzione.

La lettera è stata scritta da una persona semi-analfabeta, una donna, una vedova come si dichiara, proveniente certamente da una famiglia di rilievo in campo pubblico o del commercio, che aveva avuto il privilegio (in quei tempi ed in quei luoghi caso raro) di avere un’istruzione che le aveva permesso, in qualche modo, di imparare a leggere ed a scrivere. La scrittura è stata abbastanza difficile da decifrare: senza maiuscole, senza punteggiatura, frasi semplici, ma spesso troncate, pensieri non ben ordinati, talvolta ripetuti, nomi di battesimo che spesso sono da adattare. Di seguito la traduzione, talvolta interpretazione, di quanto scritto.