di Rocco Cassandri

Con questo breve scritto (vedi nell’immagine di copertina qui sopra) Francesca Armosino, ultima compagna di Garibaldi, che sposerà l’anno seguente dopo che il precedente matrimonio con la marchesina Raimondi verrà sciolto, ringrazia una famiglia torinese per l’omaggio natalizio di un panettone

È il Natale del 1878 e ci piace immaginare il nostro “eroe nazionale e dei due mondi” che festeggia tradizionalmente in famiglia mangiando una fetta del dolce milanese.

Garibaldi a tavola è stato sempre di gusti semplici per fare da contrappeso alle ricche prebende che il re gli aveva concesso in cambio dell’impresa epica che aveva portato a termine e l’immenso regalo fatto alla monarchia sabauda rappresentato dalla Sicilia e da tutta l’Italia Meridionale. Nel ‘78 Garibaldi ha 71 anni ed è molto provato nel fisico e nello spirito.

I risentimenti delle vecchie ferite ma soprattutto la delusione per il susseguirsi di governi sempre più lontani dal popolo e dai sentimenti che avevano mosso le guerre risorgimentali. La lotta infinita al brigantaggio meridionale e la retinenza alla leva nei ceti contadini più poveri ne erano tragici esempi.